IN MONTAGNA GIRA IL MONDO

Uno degli incontri che si sono tenuti lo scorso anno tra trekking, letture e suoni. ARCHIVIO Domenico Quirico, giornalista  Francesca Melandri, scrittriceMassimo Zamboni, musicista
Uno degli incontri che si sono tenuti lo scorso anno tra trekking, letture e suoni. ARCHIVIO Domenico Quirico, giornalista Francesca Melandri, scrittriceMassimo Zamboni, musicista
10.07.2018

Seconda edizione, sempre a cavallo tra le province di Vicenza e Trento, per la rassegna “Geografie sul Pasubio. Narrare i luoghi e i popoli”. Al centro degli incontri il tema del reportage narrativo con alcuni protagonisti del giornalismo e della cultura italiana e internazionale. Ci sarà un’anteprima il 15 luglio e poi la quattro giorni dal 19 al 22 luglio, anche attraverso la formula del trekking che collegherà tutti i luoghi degli incontri. “Geografie sul Pasubio” vede la collaborazione dei Comuni del Pasubio (Posina, Terragnolo, Trambileno, Vallarsa e Valli del Pasubio) e l’editore Roberto Keller e si propone di trasformare una montagna di confine e scontro (Prima guerra mondiale) in luogo di ascolto e scoperta del mondo. Infatti l’edizione 2018 mette insieme temi attuali: Corea del Nord, Italia coloniale, grandi fiumi e canali come nuove strade per viaggiatori e ancora delle antiche vie riscoperte dai turisti-camminatori, di reportage di guerra, di Yemen, Siria, Afghanistan senza dimenticare l'Europa centrale e orientale. Si parlerà anche di couchsurfing come nuovo modo per fare reportage. Domenica 15 luglio alle 15 si apre con Francesca Melandri a Malga Borcola, la scrittrice racconterà il suo ultimo romanzo “Sangue giusto”, riproponendo una parte dimenticata della storia italiana. Sullo stesso tema anche Roberto Abbiati, alle 20 in contrada Bariola a Sant'Antonio nel comune di Valli del Pasubio, che invece parlerà del drammatico episodio di Debra Libanos, una delle pagine più buie dell'Italia coloniale. Il 19 luglio via alla Scuola estiva di reportage: aprirà Antonella Tarpino che a Malga Campiglia (Passo Xomo, Posina, alle 14.30) parlerà di “Paesaggio fragile”. La montagna pur nella sua grandezza è in realtà un paesaggio fragile perché è relegato nell’ombra, segnato dalle trame antiche del lavoro e dell’abitare che nel tempo sono state cancellate, dimenticate o stanno scomparendo: lungo i valichi alpini, le vie del sale, fra le case di terra cruda. Alle 20.30 al Rifugio Papa, Tino Mantarro, reporter per la rivista del Touring racconta cosa significhi occuparsi di viaggio, diventare punto di riferimento per viaggiatori e riuscire a mantenere l'onestà del racconto nonostante le insidie del marketing (“Scrivere per viaggiatori”). Il 20 luglio si entra nella parte trentina per incontrare – al rifugio Lancia l'enfant prodige del reportage di viaggio tedesco: con il suo Couchsurfing in Iran, Stephan Orth (alle 15) è rimasto per quasi due anni nella top list dei 20 bestseller tedeschi. Il suo è il racconto di un viaggio durato due mesi in cui ha percorso l'Iran alloggiando in case private e raccontando la doppia identità di un Paese un tempo meta di grandi viaggiatori e poi dimenticato. Alle 18 interverrà Andrea Pipino – editor di “Internazionale” per l'Europa centro-orientale – che cercherà di descrivere quali cambiamenti stiano vivendo e stiano imponendo all'Europa i paesi del gruppo di Visegrad (Sella dei Col Santi. “L'Europa centrale oggi”). Alle 20.30 arriverà al rifugio Lancia Massimo Zamboni, noto per la sua carriera di musicista tra CCCP, CSI e altri progetti laterali, ma anche scrittore e romanziere e autore con un altro noto musicista italiano, Vasco Brondi, di un libro dedicato all'attraversamento della pianura padana da Mantova all'Adriatico a bordo di una piccola imbarcazione. Racconterà quell'esperienza nell'incontro dal titolo “Anime galleggianti. L'Italia vista da un canale”. Sabato 21 luglio c’è Karl-Markus Gauss, recentissimo vincitore del prestigioso Premio Jean Améry per la saggistica europea. Parlerà di Est e Balcani con “I margini dell'Europa” (Malga Zocchi, alle 15). Alle 18.30 (rifugio Lancia) uno dei più importanti reporter italiani – Valerio Pellizzari – dialogherà di Corea del Nord con Giangi Milesi. Sempre al Lancia alle 20.30, Maurizio Peselj, geologo e “cercatore d'acqua” per la Croce Rossa Internazionale di Ginevra che l’ha portato in Afghanistan, Sudan, Libano e ora nella misconosciuta guerra dello Yemen (“Il mondo dove l'acqua non si vede”). Domenica 22 luglio la scuola estiva di reportage si conclude: sui prati del Pazul (partenza del filo, alle 12) si alternano due reporter di viaggio come Tino Mantarro (rivista del Touring) e Sandro Orlando (pagine viaggi di RCS) che parleranno rispettivamente delle Antiche vie ora diventate punto di riferimento per viaggiatori e turisti (Turisti in “cammino”)e di come si possa “Raccontare la natura” da John Muir a Robert MacFarlane. Quindi Domenico Quirico (Malga Valli, alle15): reporter di guerra. •