CALAMANDREI VOCI DI GUERRA

Piero Calamandrei, secondo da sinistra, nel 1918 in Val LagarinaIl volume storico e fotografico di cui è autrice Silvia Bertolotti
Piero Calamandrei, secondo da sinistra, nel 1918 in Val LagarinaIl volume storico e fotografico di cui è autrice Silvia Bertolotti (BATCH)
10.01.2018

Floriana Donati A incuriosirla tra le lettere che dalle retrovie del fronte della Grande Guerra Piero Calamandrei, celebre intellettuale e giurista, spedì per 4 anni alla fidanzata Ada, a famigliari e amici, sono stati gli accenni alle foto da lui stesso scattate con una Vest Poket Kodak tra l’Alto vicentino e il Trentino, dove soggiornò come ufficiale volontario dell’esercito italiano. Silvia Bertolotti ricercatrice vicentina di Schio, dottore di ricerca in Narratività e Letterature Comparate, ha con pazienza ricomposto l’abbinamento testo-immagine recuperando 300 fotografie inedite insieme a manoscritti, materiale a stampa e corrispondenza, dall’archivio privato della Famiglia Calamandrei oltre che dal Fondo Calamandrei della Fondazione Museo storico del Trentino, dalla Biblioteca e Archivio storico Piero Calamandrei di Montepulciano, dall’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea a Firenze. Il tutto grazie ad una borsa di ricerca post-doc finanziata dalla Fondazione Caritro. Ne è risultato un voluminoso e coinvolgente diario di guerra visivo (348 pagine) “Contrasti. La Grande Guerra nel racconto fotografico di Piero Calamandrei” curato e introdotto con due saggi dell’autrice, edito dalla Fondazione Museo storico del Trentino col sostegno dei Comuni di Schio, Valli del Pasubio e Posina. A contrasto: la natura pacifica dell’Altovicentino sfondo a una tragedia immane; la scelta interventista, il senso del dovere a contrasto con la sua attività e i suoi ideali di giurista contro l’ingiustizia generata dalla guerra; a casa la fidanzata e gli affetti mentre lui era in guerra. Tanti i volti e scenari segnati o feriti dal conflitto: il traino di artiglieria in vetta al Pasubio, la distruzione dei paesi in Vallarsa, il lavoro della milizia territoriale in Novegno, i paesi e le cittadine di San Vito di Leguzzano, Schio, Marano e Valli, la Villa Montanina del Fogazzaro, la Val Posina e Fusine, la Val Lagarina, Rovereto, Trento e Bolzano. A corredo: alcuni testi editi e non, il primo processo tenuto da Calamandrei sotto le guglie del Pasubio e la conferenza per il Touring Club a Milano nel 1919, in cui racconta in veste di ufficiale del Servizio Propaganda (aveva 27 anni) gli ultimi giorni di guerra ed il suo ingresso nella Trento liberata il 3 novembre 1918. Niente a che vedere con la fotografia ufficiale di guerra: queste foto «non ritraggono “la bella morte” dell’eroe caduto per la patria -spiega l’autrice- ma scene di retrovia, la fatica del lavoro, di chi scava buche e allarga strade, zappa e trascina pezzi di artiglieria, sono scene di guerra proletaria, dei “paria” della società». Né retorica né cronaca: «Scrive come antidoto contro l’oblio, riflette sulla fine e sulla morte, è molto attento al paesaggio». Alcune delle sue poesie (inedito è “Entrammo in Trentino”) funzionano da intermezzi realistici. E’ un percorso alla scoperta di un giovane Calamandrei «ancora uomo dell’800, interventista, giurista al fronte che riflette sulla dialettica tra giustizia in senso giuridico e giustizia in senso morale, sul dovere del giurista militante di scorgere al di là delle leggi esistenti le leggi eterne della giustizia e sulla legalità democratica che deve partire dal basso». Il libro si presenta domani alle 18 a Vicenza, in palazzo Cordellina, contrà Riale 12: dopo i saluti di Everardo Dal Maso, presidente degli Amici della Bertoliana, ecco gli interventi di Silvia Calamandrei, presidente di Biblioteca e archivio storico Calamandrei di Montepulciano, Giuseppe Ferrandi direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, e Mauro Passarin, conservatore del Museo Risorgimento e Resistenza di Vicenza. In seguito presentazioni a Schio, Valli, Posina, Firenze, Montepulciano e il 7 febbraio alla Biblioteca del Senato a Roma. •

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