«Con un bluff ho incastrato Report»

Sergio Borsato, cantautore
Sergio Borsato, cantautore
25.02.2014

Prima ancora di andare in onda, se mai ci andrà, è finita in procura. E il “merito” è di un vicentino. È la sorte di un'inchiesta giornalistica della trasmissione tv Report su Verona e il suo sindaco: il cronista, Sigfrido Ranucci, è stato querelato da Flavio Tosi per «diffamazione». E il vicentino che ha reso possibile la denuncia è Sergio Borsato, 52 anni, bassanese, un passato da militante della Lega di cui tuttora si dice «simpatizzante». Fino all'altro ieri, era noto per la sua musica: cantautore folk, dice di lui Wikipedia che conta sette album, da “Camicia verde” a “I giorni dell'ira”. Oggi, è l'uomo che ha «incastrato Report», per usare le sue parole. Sono sue le registrazioni - video e audio - degli incontri con Ranucci che Tosi ha portato in procura, denunciando una «macchina del fango» contro di lui.
Ma di che “macchina” si tratterebbe? Borsato ricostruisce la vicenda così. Dice di essere stato «contattato da un leghista di Lendinara che ce l'ha a morte con Tosi: mi ha detto che quelli di Report avevano materiale scottante su Tosi. Io sono rimasto a sentire, dubbioso. Mi ha detto che era convinto che avessi un video hard per il quale Report sarebbe stata disposta a pagare anche 15 mila euro». Ranucci fiutava lo scoop? A quanto pare. «Ma non c'è nessun video», dice Borsato. Che però ha bluffato, lasciando intendere di averlo, e accettando così di «incontrare il leghista, prima, e anche Ranucci, poi, a Padova» e a Roma. E registrando gli incontri «con il cellulare». Perché lo ha fatto se il video non esiste? «Per amore di verità», dice il bassanese. L'inchiesta gli era parsa, preventivamente, «una gogna mediatica: si capiva la volontà di annientare Tosi». Da cosa? «Dal fatto che il giornalista diceva, ed è registrato, di avere informazioni da tre procure, dal Ros, parlava di 'ndrangheta e incontri sessuali, ma in realtà mi ha fatto vedere solo stralci di interviste a 3-4 “trombati” della Lega che sparlavano di Tosi». E poi «la disponibilità a pagare il video con soldi Rai: erano pronti con un documento da firmare, mi è parso uno scandalo». Borsato pensa che Report volesse «mettere in trappola Tosi» e gli ha teso una contro-trappola? «Volevo smascherare una cosa per me becera. Se vogliamo, dal secondo incontro, la mia era una trappola. Ma lo avrei fatto per chiunque, non perché era lui. Poi con le registrazioni, Tosi l'ho cercato io: avevo il cellulare dai tempi della Lega». E gli ha passato i file.
Da qui la querela del sindaco che parla di attacco «politico». Ranucci «dice che io avrei rapporti con la 'ndrangheta - ha dichiarato Tosi - che avrei partecipato a festini hard, ricevuto soldi sporchi per la campagna elettorale. Cerca un filmato compromettente con il sottoscritto, afferma che la 'ndrangheta ha questo filmato e con questo mi ricatta. Tutte cose false».
Milena Gabanelli, conduttrice di Report, ha replicato sul Corriere: «Nessun acquisto avrebbe avuto seguito. Sta di fatto che il video non lo abbiamo mai visto e nulla abbiamo comprato. Gli incontri-trappola organizzati da Tosi li abbiamo registrati anche noi e se necessario verranno trasmessi. Report non è una trasmissione politica, facciamo il nostro lavoro, le verifiche, e alla fine ciò che viene trasmesso sono solo le evidenze». Palla alla procura in attesa di vedere cosa (e se) andrà in onda.M.SC.

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