Ventrar,
sentieri fioriti

L’imbocco del sentiero vicino a Bocca Tratto SpinoIl Giglio martagone che si può vedere lungo il sentiero
L’imbocco del sentiero vicino a Bocca Tratto SpinoIl Giglio martagone che si può vedere lungo il sentiero (DAMATOA)
Eugenio Cipriani19.06.2017

Eugenio Cipriani

Il mese di giugno sul Monte Baldo è un tripudio di fioriture. Grazie alla vicinanza al lago di Garda ed al clima mediterraneo che lo contraddistingue, il Baldo offre una grande varietà di “orizzonti vegetazionali”, cioè di livelli di vegetazione diversi a seconda della quota e che spaziano da quello tipicamente mediterraneo alla prateria alpina. Qui suggeriamo una visita al sentiero più spettacolare del Baldo: il Sentiero delle Cime del Ventrar. Senza preoccupazioni, senza attrezzature particolari, senza dover rischiare l'osso del collo e senza nemmeno essere costretti ad arrampicare, lungo questo percorso è possibile vivere l'emozione di restare sospesi fra cielo e lago. Si sviluppa fra i 1750 ed i 1500 metri circa di quota sopra Malcesine con vedute spettacolari sul Garda. Lo si percorre in discesa senza mai aver bisogno d'appoggiare le mani sulla roccia, lungo erte pale rocciose. Nonostante ciò è un sentiero facile, privo di pericoli benché un po' esposto. Soprattutto è un sentiero naturale dove solo qualche corda fissa, peraltro non indispensabile, rende più sicuro il procedere. Qui il Baldo è ricchissimo di peonie, primule, anemoni. Impagabile è la visita alla “Colma” di Malcesine, il lungo dosso erboso che da Bocca Tredes Pin (nota anche come Tratto Spino) il Baldo protende verso nord, in direzione del Monte Altissimo. Il nome deriva dal latino “culmen”, col significato evidente di culmine, sommità, colmo. In questa sede consigliamo (e descriviamo) l’accesso al punto di partenza attraverso la funivia Malcesine-Monte Baldo, celebre impianto con cabina panoramica rotante (nel secondo tratto) ormai conosciuta in tutta Europa. Da Malcesine (68 metri) si sale con la funivia sino a Bocca Tratto Spino (1720 metri). Da qui si va a sinistra (nord), si oltrepassa la strada detta “via delle vacche” (antica via di transumanza) che porta alla strada “Gen.Graziani” e si prosegue per ampia traccia lungo il panoramico crinale della Colma sino a raggiungere, dopo una quindicina di minuti di facile cammino, la sua estremità settentrionale, a 1751 metri. Lo sguardo spazia a 360° su gran parte dell'arco alpino bresciano, trentino e veneto. Il bordo del dirupo è recintato. Da qui verso destra (est) scendiamo per un ripido sentiero (se bagnato è molto scivoloso) che dopo circa 15 minuti porta sulla "via delle Vacche", poco prima dell'imbocco del "Sentiero del Ventrar" (da Bocca Tratto Spino alla "Via delle Vacche" circa 30 minuti). Poco più avanti, oltre il parcheggio, un segnavia Cai indica, alla sinistra, l'inizio del Sentiero del Ventrar (cancelletto in legno) ben visibile sulla sinistra. Ha ora inizio il tratto più interessante dell'escursione. Il sentiero, ardito ed esposto ma sempre ben battuto e segnalato, compie una serie di saliscendi fra rupi e canaloni, aggirando uno dopo l'altro i numerosi pilastri rocciosi che la Colma protende verso nord. Superate le ultime quinte rocciose il sentiero piega decisamente verso ovest e conduce ai pascoli de i Prai con cartelli didascalici ed una panca (punto panoramico).

Scendendo lungo i Prai in direzione di Malcesine si arriva al margine inferiore dove si incontra una mulattiera che verso sinistra porta, presso una svolta, ad un altro splendido punto panoramico. E’ il belvedere del Co di Crat, un alto dirupo da cui ci si può affacciare per ammirare l’entroterra malcesinese, dalle Vigne a San Michele fino a San Maggiore. Si continua a scendere, si oltrepassa il capitello di San Valentino e si arriva a “Il Signor”, con il suo singolare porticato sotto cui passa la lunga mulattiera lastricata che, dopo non breve discesa conduce all’incantevole poggio di San Michele (500 metri, ore 2.30). Da qui si può proseguire a piedi per Malcesine lungo uno dei tanti sentieri segnalati che portano in centro, oppure rientrare usufruendo del primo tronco della funivia che collega San Michele a Malcesine (ore 0.30 circa; ore 3 complessive).

Variante di ritorno: se si è saliti in auto lungo la rotabile “Gen.Graziani”, per tornare al punto di partenza conviene ora, dall’estremità settentrionale de “I Prai”, traversare in lieve salita tutti i prati in direzione della funivia per un’evidente traccia. Dopo mezz’ora ci si ricollega alla mulattiera sottostante i cavi della funivia ed in un altro quarto d’ora si arriva alla stazione superiore della Funivia. Da qui, per strada sterrata, si scende in circa dieci minuti al parcheggio poco sopra la rotabile “Gen. Graziani”. In questo caso 1.30 h per l’intero giro.