UN BELVEDERE SUL GARDA

Dalla Rocca verso il Golfo di Garda ed il paese di GardaVilla Canossa e sullo sfondo il Monte Luppia
Dalla Rocca verso il Golfo di Garda ed il paese di GardaVilla Canossa e sullo sfondo il Monte Luppia (DAMATOA)
11.01.2018

Eugenio Cipriani La piccola costiera del Monte Luppia-Are-Bre e, più a sud, la Rocca di Garda rappresentano zone di elevato interesse ambientale e, proprio per ciò, da tempo sono entrate nel ”mirino verde” della Regione Veneto che le ha inserite nel Piano Territoriale Regionale di Coordinamento come Riserve Naturali Regionali, rispettivamente denominate ”Monte Luppia-San Vigilio” e ”Rocca di Garda”. Ingiustamente trascurate offrono ambienti tipicamente mediterranei e testimonianze preziose di arte rupestre. La prima delle due aree citate, cioè la piccola costiera dei monti Luppia-Are-Bre, è costituita dal settore collinare che interessa i comuni di Garda e Torri del Benaco e si estende fra Punta San Vigilio ed il monte Luppia. Originato dalle ultime spinte tettoniche che hanno interessato questa regione, risalenti all’Era terziaria, periodo del Cenozoico, questo nodo collinare fu interessato dai successivi fenomeni glaciali. Furono proprio i ripetuti passaggi del ghiacciaio del Sarca, che qui si espanse durante l’Era quaternaria per quattro volte e per altrettante si ritirò, che levigarono le rocce di queste colline creando dei vasti lastroni moderatamente inclinati, definiti in gergo tecnico rocce “montonate”, vale a dire simili alla gobba di un montone e che sono apparsi da sempre quali ideali superfici di scrittura alle genti del luogo che sin dalla preistoria, sino alle epoche più recenti, vi hanno lasciato incisioni rupestri molto simili a quelle che possono essere osservate nel celebre Parco delle incisioni rupestri in Val Camonica. Completa questo insieme la suggestiva scenografia di San Vigilio con la ”Baia delle Sirene”, che rappresenta un’armoniosa sintesi tra ambiente naturale e presenza umana in quanto caratterizzata dalla presenza della splendida Villa Guarienti, del secolo XVI). La vegetazione presente è di tipo mediterraneo con presenza di specie endemiche e, presso riva, è contraddistinta da un fitto canneto dove nidificano numerose specie di uccelli. Va sottolineato che entrambe queste aree, al di là della loro futura destinazione a Riserva Regionale, sono comunque state individuate nel Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Verona come oasi naturali di protezione della fauna. Scopo di questa operazione di costituire, unendo questi due comprensori alla già esistente Oasi del Basso Garda, un’unica ed abbastanza vasta area protetta coprente tanto la terraferma quanto il litorale costiero. Lasciata l'auto nello slargo, si prosegue a piedi in un ambiente mediterraneo fatto di cipressi, lecci, olivi ed oleandri. Giunti ad un bivio si prende la diramazione destra che sale per una ripida mulattiera. Dopo una sbarra il sentiero procede per qualche decina di metri in una fitta boscaglia e sbuca ad una sella compresa fra le pendici sudoccidentali del Monte Bre a destra ed il caratteristico cocuzzolo del Monte Pomo a sinistra. Nei pressi di un carpino colossale, troviamo il bivio per il Monte Luppia e l'inizio del "Sentiero delle Incisioni rupestri" dove incontreremo prima la "Pietra delle Griselle", poi quella "dei Cavalieri", ed altre ancora. Il sentiero sbuca su una strada sterrata, nei pressi di Ca' Bianca. Qui giriamo a destra e ci dirigiamo verso sud alla volta dell'estremità meridionale del Monte Bre (303 metri) da cui si gode un panorama eccezionale sul Golfo di Garda. Costeggiando l'orlo dei dirupi il sentiero porta al Monte Are (379 metri) e quindi al punto più alto, il Monte Luppia (416 metri). Dal Luppia, lungo un ben segnalato sentiero che scende verso est nel bosco, si raggiunge la Val Volpara e quindi la strada che da Albisano porta a Garda. Verso destra lungo quest'ultima si torna a Garda (ore 2 circa).