Il sentiero del Brenta

Un tratto ombreggiato  del sentiero sulla sinistra BrentaIl fiume in alcuni punti presenta delle piccole rapide
Un tratto ombreggiato del sentiero sulla sinistra BrentaIl fiume in alcuni punti presenta delle piccole rapide (DAMATOA)
Cinzia Albertoni10.07.2017

Cinzia Albertoni

Avere come punto di partenza il Ponte Vecchio di Bassano predispone a una passeggiata molto gratificante. Puntare lo sguardo a nord, da questa "tolda" coperta, è godere un' anteprima di quel paesaggio fluviale che accompagnerà tutto il percorso.

Il celebre ponte - che ora è al centro da qualche mese di un cantiere per la manutenzione straordinaria - fu sempre in legno e sempre coperto e fu distrutto tante volte dalle brentane. Andrea Palladio non ne inventò il modello ma lo ricostruì attendendosi alle forme già esistenti perchè il Consiglio bassanese il 31 marzo 1568 deliberò che " esso ponte sia rifatto e costruito nel modo, e forma che era il precedente menato via dal Brenta...".

LA SINISTRA BRENTA. Davanti la storica grapperia inaugurata da Bortolo Nardini nel 1779 s'imbocca Via Pusterla dove una lapide a destra segnala la casa dei pittori Da Ponte, sul posto tenevano bottega Francesco il Vecchio e suo figlio Jacopo Bassano. Infilato il Vicolo Margnan, si attraversa il nucleo primitivo della Bassano medievale dove sfilano facciate rinforzate dai ciottoli del fiume e dove s'incontra il convento dei Cappuccini con la chiesa di San Sebastiano.

Si percorre via Ca' Erizzo conclusa dal cancello della villa Ca’ Erizzo Luca, sede del Museo della Grande Guerra, la cui entrata si trova sul Lungobrenta Ernest Hemingway. Lo scrittore soggiornò nella casa trasformata in quartier generale dell’assistenza dopo essere stato ferito sul Piave nel 1918 e la convalescenza dev' essergli stata confortevole se trent'anni dopo in "Di là del fiume e tra gli alberi" scrisse: "Vorrei essere seppellito lassù, lungo il Brenta, dove sorgevano le grandi ville coi prati, giardini, platani, cipressi". Alla centrale idroelettrica termina la strada asfaltata e comincia il sentiero a pelo d'acqua in un'area di grande pregio ambientale.

Un alto muraglione e una breve deviazione annunciano la cappella di S. Bortolo, antichissima chiesetta di guado innalzata lungo la strada che conduceva nel Canal di Brenta percorsa da pellegrini, mercanti ed eserciti. L'interno era decorato con affreschi dell'XI e XII secolo salvati dall'alluvione del 1966 e ora custoditi al Museo Civico di Bassano. Nel 1435 divenne cella eremitica, nel 1937 dopo un lungo periodo di degrado fu restituita al culto grazie ai restauri della famiglia Rubbi; dal 1970 appartiene alla Fondazione Pirani Cremona.

Alle spalle, si estendono i frutteti dell'istituto professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente Alberto Parolini, scuola e produttiva azienda agricola. Ripreso l'andare lungo il fiume, alla contrada Rea un ombreggiato parco pubblico è un buon luogo di sosta. In località Torre della Sega appaiono i resti di un arco in pietra, è la parte superiore del ponte della strada romana che scavalcava la roggia che azionava la segheria adibita alla lavorazione del legname sceso dall'Altopiano di Asiago.

Arrivati al Ristorante Al Tinello dello chef Guerrino, si prende a destra Via Sega, si passa il ponte sul canale, si percorrono pochi metri verso nord della SS 47 della Valsugana, si prende il sentiero che porta alla passerella pedonale e si supera il Brenta. Dopo il ponte si scende a sinistra e subito si trovano due panchine sotto la chioma ombrosa di un noce. Si è arrivati a Campese e s'inverte la marcia.

LA DESTRA BRENTA. Si percorre Via Brenta, tra le fronde degli ulivi svetta il campanile della chiesa di Santa Croce. Il monastero lo fondò nel 1124 l'abate Ponzio di Cluny di ritorno dalla Terra Santa e per sette secoli fu un cenobio d'ottimo livello culturale. Ora un centro sportivo occupa i terreni un tempo giardino e brolo. Davanti alla facciata, divisi dal viale di cipressi, sopravvivono i due vecchi cimiteri troppo abbandonati.

Il viottolo di ritorno è più selvatico del suo dirimpettaio, s'inoltra tra arbusti, a tratti si cammina sui "murazzi" che arginano la riva, pietroni dai colori di conchiglia.

Alla sinistra scorre la Brenta, fiume ciarliero e bizzarro in quel nome che la tradizione locale vuole da sempre al femminile, qualche dislivello del greto lo rende arzillo e spumoso. A Nord del Ponte Vecchio, il frastuono delle rapide annuncia la "spiaggia " di Bassano, dove le rive permettono un rinfrescante pediluvio con la vista esclusiva del "galeone" ligneo sospeso sulle acque.

INFORMAZIONI. La passeggiata descritta ha uno sviluppo tra andata e ritorno di circa 10 km. Posti di ristoro a Campese. Attualmente sono in corso i lavori di completamente della ciclopista del Brenta e un tratto del sentiero sulla sinistra del fiume è chiuso al traffico pedonale nella zona della contrada Rea e Via Sega nel Comune di Pove del Grappa. L'ordinanza di divieto di transito termina l'8 luglio salvo proroga.