Stop inquinamento
e far ripartire
il lavoro

A cura di Publiadige

Alberto Triboldi
Alberto Triboldi
 
28.07.2017

albertotriboldi@siderbrescia.it

Tutti, politici, giornalisti, opinionisti ecc… (persino il Papa!) sollecitano da vari mesi, anzi, ormai da anni, innovazione e nuovi investimenti che facciano ripartire il mondo del lavoro, che riducano la disoccupazione e la povertà sempre più crescente: ma poi nessuno sa dire qualcosa di concreto da attuare subito e che si possa fare (con i pochissimi soldi che lo stato si ritrova). Sicché ci ritroviamo ormai da troppo tempo con l’enorme piaga della disoccupazione (soprattutto giovanile). Poi abbiamo il tragico problema dell’inquinamento urbano in tutto il mondo causato dal traffico automobilistico, con un vistoso 36% di incidenza!

Ma sembra che non vogliamo accorgerci che abbiamo a portata di mano un semplice e fattibilissimo rimedio da adottare subito per combattere entrambi i problemi. Dovremmo riconvocare subito un altro G20 (a Roma ….! , perché no ….) con il preciso scopo di imporre a tutte le case automobilistiche al mondo l’obbligo di cambiare il modo di fare le automobili (a partire da 2020, per esempio o, comunque, non molto più in là!). Costruire solo ed esclusivamente auto ibride (rivedute e corrette rispetto alle attuali) ed auto elettriche (praticamente già perfette da più di dieci anni). Ciò scatenerebbe un processo di reindustrializzazione di tutte le case automobilistiche (un settore, peraltro, che sta viaggiando bene e con il vento in poppa) e in tutto l’immenso mondo dell’indotto del settore automobilistico …. “cambiare il modo di fare 70/80 milioni di auto all’anno”!

E il tutto a costo zero per le casse dello stato

Per far ciò bisognerebbe assumere subito un vero e proprio esercito di ingegneri, informatici, periti tecnici, elettronici: gli attuali sottooccupati e/o disoccupati di quasi mezzo mondo!

Ormai da più di dieci anni tutte le più importanti case automobilistiche (comprese Ferrari, Porsche, Mac Laren ecc: ) sono pronte con auto ibride pressoché perfette, ma che nessuno compera perché costano care: e siccome in pochissimi le comperano, se ne producono solo pochi esemplari che, quindi, costeranno sempre cari! È, insomma, “il cane che si morde la coda”: bisogna quindi spezzare questo circolo vizioso, imponendole al mercato con un preciso obbligo a partire da una ben precisa data, ma, ripeto, la più vicina possibile!

Io circolo ormai da ben 18 anni, in città e dintorni, esclusivamente con auto elettriche. Con vari modelli ho percorso ormai quasi 200.000 km. Vanno benissimo ed hanno un costo di utilizzo veramente irrisorio: peraltro sono piacevolissime e semplici da guidare, con un sorprendente scatto fulmineo e velocità massima persino eccessivi. L’autonomia delle batterie, per un uso in città e dintorni è più che sufficiente. Non si va più al distributore per i costosi e maleodoranti pieni di carburante, non si cambia l’olio, i filtri, la marmitta: insomma ti accorgi di guidare una macchina piacevole, facile, scattante e che ti costa solo pochissimi euro di corrente: manutenzione pressoché nulla. Io me la ricarico, peraltro, con una buona batteria di pannelli fotovoltaici, sicché mi costa davvero quasi niente. In un domani, in tutto il mondo, chi ne avesse la possibilità, troverà senz’altro la convenienza ad installare pannelli fotovoltaici, sicché crescerebbe in maniera esponenziale l’industria dei pannelli fotovoltaici.

Per i viaggi a più lungo raggio uso una grossa e costosa (per ora!) auto ibrida: e qui c’è da fare alcune attente considerazioni.

Ho corso per circa 30 anni in macchina: rally, pista e salite, con qualsiasi tipo di auto da corsa (spesso anche con vari primi e secondi posti assoluti): non lo dico per vana gloria, ma per far capire che forse di auto ci …mastico un po’! Per le auto ibride io imporrei alle case alcune modifiche: modifiche semplici e fattibilissime, che renderebbero anche tali vetture quasi ad inquinamento zero almeno nel traffico dei centri urbani e nei vari ingorghi stradali (purtroppo sempre più frequenti ) Innanzitutto dovrebbero essere tutte “plug in” (cioè anche con la ricarica delle batterie dalla corrente). Inoltre sacrificherei il motore termico a vantaggio di quello elettrico. Anche le batterie dovrebbero essere molto più capacitative.

Entrambe le mie due macchine hanno un baule esagerato: ci si può fare quasi un trasloco!

Usiamo parte di questo spazio per batterie più grosse. Bisogna operare, infatti, in modo tale che le auto elettriche abbiano ancor più autonomia e che le auto ibride siano tarate in modo tale che, fino a 55/65 km/h, vadano solo ed esclusivamente con il motore elettrico, anche se si affonda con l’acceleratore, senza che parta il motore termico. Avremmo così ottenuto la fantastica situazione che ai semafori rossi e negli ingorghi stradali tutte le macchine avranno il motore spento, per poi ripartire tutte in elettrico, senza inquinare più niente e nessuno e, soprattutto, senza più avvelenare il delicato sistema cardiorespiratorio dei nostri bambini più piccoli, nei passeggini, con il naso proprio all’altezza delle malefiche marmitte. Voglio ripetere fino alla noia, per convincere l’opinione pubblica e politica, che le macchine elettriche sono già perfette. Per le ibride occorre lavorarci un po’ meglio: il tutto è logicamente più che fattibilissimo con l’esercito di ingegneri e tecnici che le case automobilistiche assumeranno a tale scopo! Insomma, entro pochissimi anni dobbiamo debellare almeno l’inquinamento urbano, provocando inoltre uno sviluppo inimmaginabile nel mondo del lavoro (e che più avanti dettaglierò minuziosamente): ed il tutto a costo zero per le casse statali!

Per quanto riguarda il costo delle future auto, avremo le auto elettriche che costeranno meno di una pari macchina a motore termico (e più ne saranno prodotte, ancor meno verranno a costare). Le macchine ibride, solo inizialmente, costeranno qualche migliaia di euro (pochi!) in più delle pari auto con solo motore termico: ma la legge del mercato e della concorrenza le riporterà ben presto a livelli molto più bassi.

Ma qui vorrei fare una considerazione di non poco conto: ma forse la salute dei nostri polmoni non vale proprio niente! allo stato ed agli ospedali non costa proprio niente? E poi non potremmo spendere qualche euro in più, risparmiandoli, magari, in qualche spesa voluttuaria o superflua? Oppure risparmiare sull’acquisto della stessa autovettura, rinunciando a qualche accessorio, talvolta costosissimo e, spesso, tutt’altro che indispensabile?

Per quelle case automobilistiche che non fossero ancora pronte ad adeguarsi con qualche modello di vettura alle nuove normative, si potrebbe concedere un periodo (breve) di moratoria che preveda per tali vetture una specie di superbollo. Ma comunque, ormai e ripeto, tutte le più importanti case automobilistiche sono già pronte da anni.

Ma c’è una cosa che mi stupisce e che mi ha spinto a scrivere questo articolo – televisioni, giornali, opinionisti, politici e soprattutto la maggior parte dell’opinione pubblica non ne parla! Non capiscono che ridurre almeno l’inquinamento urbano e far ripartire alla grande il mondo del lavoro può davvero essere facile come far stare in pedi il fatidico “uovo di Colombo”! Ho scritto varie mail un po’ a tutti i media, opinionisti e politici d’Italia, ma nessuno mi ha dato un sia pur minimo cenno di risposta! Unica risposta, entusiastica, è stata quella dello esimio Professor Umberto Veronesi, che si è dimostrato ben disposto a supportare tale mia convinzione.

Che delusione! E quanto tempo si è perso! Correndo dietro alle inutili targhe alterne o agli inutili blocchi del traffico domenicale per qualche ora. Sicché, nel 2017, siamo qui a progettare di mandare l’uomo su Marte, ma per l’inquinamento ed il lavoro, più che stagnante, non si fa proprio niente!!

A proposito dell’enorme impatto che tale obbligo avrebbe anche sul mondo del lavoro, vorrei fare alcune semplici considerazioni. Innanzitutto la gente si accorgerebbe ben presto dell’enorme convenienza ad utilizzare i pannelli fotovoltaici, qualora ne avessero l’opportunità di farlo: miliardi di nuovi pannelli in mezzo mondo! Gli automobilisti preferirebbero andare dove trovano colonnine di ricarica rapida. Quindi si dovrebbero installare ex novo miliardi di tali colonnine in distributori di carburanti, autogrill, centri commerciali, parcheggi pubblici e privati, sale cinematografiche, stazioni, stadi, ospedali e chi più ne ha, più ne metta … per anni, quindi, ci sarebbe una mole enorme di nuovo lavoro ed anche per l’edilizia: scavare milioni di km, per portare milioni di km di nuovi cavi e per installare tutto quanto necessario a questa nuova … guerra “pacifica” all’inquinamento.

Purtroppo mi sono reso conto che, su questo argomento, l’opinione pubblica è totalmente disinformata: non conosce assolutamente il progresso raggiunto da tali veicoli, non si rende conto degli enormi risparmi che si realizzano utilizzandoli e direi che sostanzialmente sembra addirittura quasi prevenuta, adducendo dubbi o motivazioni varie che non hanno alcun fondamento. Si obbietta che ciò va contro l’interesse dei petrolieri o dei… Poteri Forti. Nulla di più sbagliato: un importante petroliere mi confermava che la futura elettrificazione del traffico urbano prevede un calo dei consumi del 20/25% (fuori dai centri urbani si circolerà sempre con il termico): una percentuale trascurabile! Anzi forse è un bene, poiché, a differenza di quanto si crede, il petrolio non è infinito! Per quanto riguarda i “Poteri Forti”, io credo che in democrazia questi spettino solo all’opinione pubblica che, allora, dovrebbe dare una bella scossa al potere politico se questo è talmente miope da non riuscire a fare nulla di concreto e far ripartire un lavoro stagnante da troppo tempo e per debellare un inquinamento urbano pernicioso e non più tollerabile ai livelli che ha raggiunto.

Sarebbe quindi molto, molto utile che si intrattenesse su tale argomento qualche importante trasmissione televisiva, con l’aiuto di tecnici e responsabili delle più importanti case automobilistiche. La Toyota (forse la più grande casa automobilistica) ha ormai in programma di produrre entro 2/3 anni solo auto ibride: la blasonata Mercedes ci comunica che entro il prossimo anno le potenzialità delle ibride raggiungeranno altissimi livelli prestazionali.

Parliamo quindi un po’ più seriamente di tagliare l’inquinamento urbano e di cercare di far ripartire in modo importante e concreto il mondo del lavoro. Forse, per chi riuscisse a farlo ci potrebbe anche scappare… il “Nobel” per l’economia. E non potremmo essere proprio noi italiani a battere sul filo di lana il presidente Obama che, in agosto 2015 ha detto che entro il 2030 vorrebbe abbattere del 32% l’inquinamento negli Usa! Un piano fumoso che ha prestato il fianco a numerose critiche (talune non condivisibili), ma che, soprattutto, ha suscitato il dubbio di un possibile rallentamento dell’economia a causa di tale piano.

Proponiamo noi allora un obbligo concreto e ben preciso da dare a tutto il mondo (non solo a beneficio di un solo continente) entro il 2020/2022! Forza Parlamentari Italiani, invece di litigare, proponete tutti di convocare subito un nuovo G20: e questa volta vincerà il sì. Vedremo se ci sarà qualcuno che si prenderà la responsabilità di dir di no alla proposta! Proiettiamo le immagini degli abitanti di Pechino che girano in città con inutili mascherine, avvolti da un acre pm10 che supera di ben 8/10 volte il limite consentito! Ci sono tanti altri fattori che alimentano il pm10, lo so, facciamo qualcosa anche per questi altri. Ma intanto cominciamo ad eliminare il più facile: l’inquinamento più vicino ai nostri polmoni, quello delle malefiche marmitte (marmitte catalittiche che, peraltro, circolando in città, pressoché quasi sempre fredde, forse sono più dannose che efficaci, oltre che essere molto costose!

Spero di essere stato abbastanza convincente! C’è un bisogno estremo di parlarne a fondo, concretamente e quanto prima. Non aspettiamo altri 10/15 anni per capirlo e senza far niente!

albertotriboldi@siderbrescia.it

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