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Caos operativo
per il gioco legale:
e quello illecito?

A cura di Publiadige

Caos operativo per il gioco legale: e per quello illecito?
Caos operativo per il gioco legale: e per quello illecito?
26.07.2017

Almeno ora il Governo non potrà dire che non era a conoscenza della reale situazione delle imprese che di gioco lecito e casino online vivono: tutto è stato fatto ben presente, ed in modo assai dettagliato, durante il tavolo di confronto tra appunto la filiera del gioco lecito ed il Ministero dello Sviluppo Economico. Finalmente, sono state esposte tutte le situazioni a rischio nel quale il settore ludico lecito si dibatte da tanti mesi e quanta incertezza percorre tutte le attività che “insistono ancora” ad investire nel gioco, nelle sue “bistrattate apparecchiature da intrattenimento” ed in questo lavoro lecito così difficile da portare avanti.

Quindi, un tavolo di confronto per trovare qualche strategia per affrontare e gestire l'immediato futuro del comparto degli apparecchi di gioco che deve, purtroppo, fare i conti con una serie di prospettive alquanto negative, restrittive, oppressive che non consentono più la sopravvivenza pura e semplice di queste attività ludiche, lecite. Certamente, in questo tavolo sono state presentate le principali criticità che stanno minando l'andamento del settore che si possono raggruppare in quella principale che è, senza ombra di dubbio, la mancanza di stabilità.

Le continue modifiche normative mettono in condizione aziende ed aziendine di gioco di non poter programmare investimenti a medio termine e non solo: le mettono anche nella situazione di dover subire continuamente, ed anche in modo assai pesante, pressioni fiscali sempre crescenti e solo destinate ad un unico indirizzo,  quello delle apparecchiature da intrattenimento. A tutto questo bisogna aggiungere il peso delle Leggi Regionali ed i regolamenti comunali che hanno concretizzato di fatto il tanto famigerato “effetto espulsivo” del quale il Governo deve rendersi assolutamente conto.

La troppa “permissività” concessa alle Regioni ed ai Comuni ha di fatto messo in moto (quasi perpetuo) una serie di iniziative a tutela dei territori che non lascia materialmente più spazio per una qualsiasi attività ludica, lecita perchè permessa e concessa dallo Stato. Questo porta indubbiamente al risultato di un “caos operativo” che regna sul settore lecito, mettendo sull'altra parte della bilancia una sorta di “esplosione del mercato illegale”. Ciò comporterà pure problematiche a livello di occupazione poiché le imprese legali, così messe all'angolo, dovranno rivedere le proprie “finanze ed i propri bilanci” e tutto si ripercuoterà negativamente anche sul gettito erariale.

Oltre al caos operativo ed all'effetto espulsivo (e certamente non è poco), il gioco lecito si trova a lottare anche con il “distanziometro”. Considerato su una base media di 300 metri, comporterebbe la riduzione del 59,5% dei punti di vendita esistenti, mettendo in profonda crisi il comparto e la distribuzione del gioco legale a beneficio dell'offerta illecita. E tutto questo avrebbe dovuto e, forse, potuto essere superato dai lavori della Conferenza Unificata...

Una situazione di questo tipo, come esposta al tavolo di confronto, comporta di affrontare una serie di rischi non banali: dalla transumanza dei giocatori verso l'offerta illegale che non ha orari, distanze, orpelli da superare e che comporterà un calo delle entrate erariali, all'aumento delle problematiche sociali poiché nel gioco illecito i giocatori non saranno di certo protetti, alla tutela del territorio ed all'ordine pubblico. Se non è abbastanza tutto questo per capire che il caos operativo è un “nodo da risolvere” bisogna proprio pensare che allo Stato vada bene “cedere” il passo al gioco illecito e... che non si parli più di legalità e di “riserva di Stato”.