CIPRO, L’ORIENTE PIÙ VICINO

Il monastero di Agia Napa. In alto il lungomare di Limassol
Il monastero di Agia Napa. In alto il lungomare di Limassol
Alessia Zorzan 17.08.2018

Sa di Grecia, ma anche di Medio oriente (che lì diventa “il Vicino oriente”). È fatta di mare limpido, cucina variegata, tesori culturali, religiosi e naturalistici. Si divide tra una costa, soprattutto a sud, in espansione turistica con centri come Agia Napa pensati anche per i giovani e con strutture di recente costruzione, e un entroterra più aspro ma suggestivo, dove si può dormire nelle case restaurate in una sorta di albergo diffuso. Cipro è un miscuglio di colori, di profumi e con i suoi 10 mila anni di storia - come ama ricordare - è meta turistica sempre più apprezzata. Crocevia tra tre continenti, Europa, Asia e Africa, l’isola ha visto il passaggio di fenici, assiri, egiziani e persiani, e ancora greci, romani, bizantini e crociati, per arrivare a veneziani e ottomani. Infine, il suo più recente passato di colonia inglese, ancora evidente ad esempio nella guida a destra o nella conoscenza diffusa della lingua, che l’ha resa ad oggi meta privilegiata per i turisti anglosassoni (circa un milione all’anno). Ma l’isola, un milione 10 mila abitanti (750 mila greco-ciprioti e 250 mila turco-ciprioti), sta allargando progressivamente il bacino di visitatori, in cui si inseriscono anche sempre più italiani (secondo il dato della Farnesina di agosto 2017 si attestano intorno alle 16-18 mila presenze l’anno). Per agevolare i collegamenti, a fine maggio, la Cyprus Airwais - con il tradizionale angelo d’acqua che ha abbracciato l’Airbus A319 dai colori pastello - ha inaugurato una nuova rotta dal Catullo di Verona verso Larnaka, che nel 2017 si è aggiudicata il premio per l’aeroporto più accessibile a persone con disabilità agli Airports council international awards. Voli il mercoledì e la domenica. Una sperimentazione, per ora, che durerà fino all’autunno, per poi valutare e tarare al meglio il collegamento. «Siamo convinti che questi nuovi voli contribuiranno ad aumentare il numero dei passeggeri che dal Nord Est si recheranno a Cipro», le parole di Natalia Popova, direttore commerciale della Cyprus Airways. Un collegamento molto apprezzato anche dall’Ente nazionale del turismo di Cipro in Italia, impegnato proprio nella promozione dei flussi verso la “terra di Afrodite”. Cullata dal Mediterraneo orientale, Cipro dista circa 105 chilometri dalla costa siriana e 75 dalla Turchia. Una terra che spinge per diventare meta turistica annuale, staccandosi dalle rigidità stagionali. Progetto che le caratteristiche del territorio, il clima - 300 i giorni di sole in media - e la sua storia facilitano e incentivano. Da settembre a giugno è difficile trovare giornate di maltempo, la primavera è la stagione del trekking, a piedi, in mountain bike o a cavallo. Ben si presta la spina dorsale verdeggiante dell’isola, ricca anche di vigneti. A fine febbraio è facile incontrare invece gruppi impegnati con il turismo culturale e la scelta è ampia, si va dal filone religioso, a quello archeologico (con Pafos ad esempio o il magico sito di Kourion con vista sulla baia di Episkopi). In aumento anche i pellegrinaggi. Tra i gioielli di quest’isola, le chiese bizantine, una cinquantina quelle arroccate nell’entroterra, tutte custodi di storia e di bellezza, a partire dalle numerose icone. Un patrimonio, quello delle icone, protetto e valorizzato anche dal Museo bizantino Makarios III, a Nicosia, dove ne sono raccolte circa 200 del periodo tra il IX e il XIX secolo. Non c’è solo la storia passata a rendere interessante Cipro, ma anche quella recente. Nicosia è l’unica capitale d’Europa ancora divisa da un muro, o meglio da una serie di case abbandonate, tratti di filo spinato e bidoni. Una divisione dovuta all’invasione dei turchi del 20 luglio 1974, quando occuparono il 37% del territorio della Repubblica di Cipro, a nord dell’isola, con conseguente sfollamento di 200 mila Greco-ciprioti. Una ferita per l’isola, ma che non incide sulla sicurezza, nemmeno percepita. Nicosia conserva intatto anche il suo fascino. Protetta dalle mura veneziane del XVI secolo, la parte antica della città è stata riqualificata, con il recupero di storici edifici e monumenti, tra cui gli antichi bagni turchi, costruiti a fine del ‘500. Un capitolo lo merita il cibo, con sapori figli della contaminazione di popoli e culture. Spezie, salse e cucina mediterranea. L’imbarazzo della scelta si supera con il “mezè”, di carne o di pesce, ossia una serie di assaggi per un viaggio completo attorno la cucina cipriota. Tra i piatti, il kleftico, carne di capretto o agnello cotta lentamente al forno, o il formaggio di capra halloumi, servito anche con l'anguria. Infine la Commandaria, vino passito ritenuto tra i più antichi del mondo. •