ARCHEOLOGIA E TREKKING ALLE BALEARI

Uno dei 32 sentieri delle Rutas Verdes di FormenteraIl monumento funerario di epoca preistorica più emblematico di Minorca, la Naveta d’es Tudons
Uno dei 32 sentieri delle Rutas Verdes di FormenteraIl monumento funerario di epoca preistorica più emblematico di Minorca, la Naveta d’es Tudons
27.07.2018

Formentera, l’isola delle Balreari preferita da calciatori, modelle e vip, in realtà non è solo famosa per le acque cristalline, le spiagge e la movida, ma anche per 32 circuiti a piedi Nordic walking, camminata con i bastoncino che sono prestati gratuitamente dagli Uffici del Turismo e consentono una posizione più sana ed ergonomica); o in bicicletta.Si tratta di percorsi verdi segnalati (conosciuti anche come “rutas verdes”) inaugurati nel 2016 che si estendono per circa 130 Km lungo tutta l’isola e si dividono in base alla difficoltà, tipi di suolo e distanze, che vanno da 1,5 kilometri a 12,3 kilometri per i più allenati. Tra i percorsi più facili da percorrere e adatti anche ai più piccoli, quello che va da Es Cap a Torrent de S’Alga permette di scoprire uno dei luoghi meno conosciuti e più speciali dell’isola. Il sentiero si snoda per circa 2 kilometri: da Es Cap si attraversa un sentiero a zig zag che dà la sensazione di mostrarci qualcosa di nuovo ad ogni svolta fino ad arrivare a Torrent de S’Alga, caratteristico per i suoi scivoli per tirare in secca le barche dei pescatori. Impossibile non lasciarsi stupire dai rami spogli e secchi di ginepro sabina piantati nella pietra in riva al mare ai quali vengono appesi i pesci pescati: una tecnica attraverso la quale i pescatori erano soliti essiccare il pesce per poi consumarlo durante tutto l’anno. Da qui si ricava il “peix sec”- immancabile ingrediente dell’insalata payesa – dopo che il pesce essiccato viene tostato sul fuoco, sminuzzato e conservato in contenitori di vetro con olio di oliva. Per chi desidera scoprire i molteplici volti di Formentera non dovrà che intraprendere la ruta che va da Sant Francesc al Far de Barbaria. Un percorso di media difficoltà che si snoda per 10 chilometri, partendo da un paesaggio quasi desertico. Si noterà subito il faro in lontananza tra l’azzurro del mare e quello del cielo, lo stesso che si incontra nel film di Julio Medem, “Lucia y el sexo”. Un percorso che farà apprezzare la Formentera più rurale, con i suoi campi e mandorleti, vigneti e alberi di fico recintati da muri di pietra a secco. Il paesaggio cambierà rapidamente: da una zona boscosa ad una più arida fino a raggiungere il faro e una vista mozzafiato sul mare. E nelle giornate più nitide si potrà anche ammirare la sagoma montuosa della costa levantina che si trova di fronte. Gli sportivi più impavidi potranno dilettarsi lungo il percorso Racó De Sa Pujada - Es Ram che, essendo in forte pendenza, è preferibile percorrere a piedi a meno che non si sia abituati ad utilizzare la bicicletta anche su terreni ripidi e poco accessibili. Dopo aver percorso una zona boschiva ricca di pini e ginepro sabina si arriverà al mare a Es Caló des Mort, una piccola cala suggestiva e isolata dove i più fortunati troveranno spazio. Per consultare le diverse rutas verdes basterà collegarsi al sito ufficiale e, una volta pronti per l’avventura, sarà possibile all’Ufficio del turismo richiedere anche le audio guide anche in italiano. www.formentera.es MINORCA. E’ una delle isole del Mediterraneo che presenta la maggiore concentrazione per metro quadro di patrimonio archeologico. Le costruzioni più caratteristiche che si ritrovano a Minorca sono: talaiot, torri a forma di cono, punti strategici di vedetta; navetes, monumenti funerari risalenti all’età del Bronzo a forma di ferro di cavallo composti da grandi blocchi di pietra finemente tagliati; taules, datati intorno al 400 a.C., sono monoliti a forma di “T”. A differenza dei talaioti che si trovano in altri luoghi come Maiorca, i taulas sono qualcosa di unico e tipico dell’isola di Minorca. Le sue funzioni sono ancora incerte: secondo alcuni storici si tratta di un altare su cui venivano fatte offerte e sacrifici, mentre altri studiosi sostengono fossero pilastri centrali di una costruzione. La teoria più diffusa li considera uno spazio rituale in cui la taula sarebbe stata il simbolo dell'adorazione di un dio pagano. I siti da non perdere sono:Naveta d’es Tudons, il monumento funerario di epoca preistorica più emblematico di Minorca. Situato ai confini di Ciutadella, il nome “naveta” deriva dalla forma di nave che la caratterizza: gli abitanti dell’isola sono soliti considerarla come una barca rovesciata con la chiglia rivolta verso il cielo. È caratterizzato da una piccola porta con architrave dalla quale si accede ad una piccola anticamera e da qui alla camera superiore e a quella inferiore. Al suo interno sono stati trovati resti di 100 abitanti dell’isola e oggetti che facevano parte dei loro corredi funebri come braccialetti di bronzo e punta di una lancia. Negli anni ’60 si è realizzato il restauro. E’ privato. Il Torralba d’en Salort è un villaggio talaiotico che si è conservato nel tempo con due talaiot, una sala ipostila, i resti delle abitazioni e un'area con la taula meglio conservata di tutta l’isola di Minorca. Con la sua pianta a ferro di cavallo, Torralba d’en Salort veniva utilizzato per i rituali religiosi per favorire la fertilità dei campi, del bestiame e della gente. Piccoli animali come pecore, capre e maiali venivano offerti alla divinità e raffigurati sulla taula che si compone di due blocchi di pietra liscia che raggiungono un’altezza di 5 metri: alla sua sinistra si trova un altare dove è stata ritrovata una statua di bronzo raffigurante un toro e due statue di terracotta rappresentanti la dea Demetra. La necropoli Cala Morell è di epoca preistorica: situato nella costa nord, ai confini con Ciutadella, consiste in grotte scavate nella roccia, alcune delle quali presentano motivi architettonici classici sulla facciata. Le prime tombe risalgono al 2000-1800 circa a.C.: due piccoli ipogei con un corridoio in pietra dentro i quali sono stati ritrovati oggetti funerari, come resti di ceramica. Alcune delle grotte funebri erano dotate di una sorta di atrio dove si offriva il cibo in recipienti di ceramica affinché le anime avessero sostentamento nel loro viaggio. È l’ipogeo più grande (tra i 120 e 170 m2) e fa parte delle strutture per le sepolture collettive. Di particolare importanza è l'ipogeo numero 4 che presenta una facciata scolpita con elementi architettonici di influenza etrusca e punica.Les pedreres de s’hostal: è un’antica cava di arenaria trasformata grazie all’associazione Líthica in un incredibile paesaggio scolpito. Ad un chilometro dalla Ciutadella, convivono risultati dell’estrazione meccanica e manuale con labirintici edifici in pietra ed un grande giardino tutto da visitare. Talaiot de Trepucó e Talaiot d’en Galmés sono due tesori di epoca preistorica: il primo è un villaggio preistorico ad est dell’isola, già centro di potere. I suoi edifici si estendevano su un'area di 5 ettari e che intorno al V secolo a.C. era circondato da un muro ciclopico ed ogni sezione era difesa da torri quadrate. Conservato ancora oggi è il Santuario di Taula e l’imponente talaiot centrale con un diametro di più di 26 m e un'altezza di oltre 8 m: dal 1931 è Monumento Storico Nazionale. Un’altra delle rovine più spettacolari di Minorca è il villaggio talaiotico di Torre d’en Galmés, acquistato negli anni ’70 dal Ministero della Cultura che si estende per oltre 6 ettari, noto per le abitazioni del periodo post-talaiotico (550-123 a.C.) che presentano una struttura circolare attorno ad un cortile centrale che si apre su diverse stanze adibite agli usi più vari (magazzini, stanze per il riposo, laboratori e cucine). www.menorca.es. •