Una rosa con otto petali
Ecco l'amore di un figlio

La copertina del libro
La copertina del libro
Giovanna Grazian27.08.2018

CHIUPPANO

Rosa candida, di Audur Ava Olafsdottir, non ne avevo mai sentito parlare e rimasi sbalordita dal fatto che nel piccolo paese di Chiuppano per il festival "Parole a Confine" fosse arrivata un'islandese con un nome difficile da pronunciare: Audur Ava Olafsdotti. Convinsi un'amica ad accompagnarmi e vidi che la sala era piena di gente. Il relatore mi attirò subito per come poneva le domande alla scrittrice, che tentava di farsi capire in un italiano incerto, ma efficace. Si parlò di un altro romanzo edito da poco, ma più ancora di "Rosa candida". Mi son chiesta come fanno a maturare i mirtilli in Islanda, sono spesso menzionati nei suoi libri; anche il profumo del muschio è un tema ricorrente. La mia amica mi disse che le era stato regalato da poco il romanzo in questione, ma non l'aveva ancora aperto. «Te lo presto io», mi disse subito. Lo lessi con ardore adolescenziale, lo stesso ardore che il protagonista Lobbi trasmette assieme alla sorprendente purezza con cui affronta l'anno in cui si svolge la vicenda. È questo che commuove maggiormente. Lui rimane bambino, ogni azione è intrisa dal candore fanciullesco e nel contempo dalla maturità di un adulto e in tutte le pagine ho trovato spunti per rimpiangere di non aver saputo educare un figlio che gli assomigli: è una lezione che lui senza accorgersene trasmette a tutte le mamme e anche alle donne che non lo sono di fatto: di lui colpisce l'amore per la natura e per i fiori che la madre adorava, principalmente la rosa con otto petali che lui porta con sé per trapiantarla lontano e farla attecchire... in un giardino antichissimo accanto ad un monastero. Queste pagine hanno la potenza di estraniare dalla vita frenetica e convulsa del nostro vivere e trasmettono una calma sana, pulita; costringono a riflettere sull'importanza dei rapporti familiari. Capisco perché questo breve romanzo abbia vinto più premi in Francia e sia stato apprezzato in Italia.

Testo inviato dalla Biblioteca di Chiuppano