Lovecraft indaga a fondo
la coscienza dell'uomo

La copertina del libro
La copertina del libro
Federico Siviero30.08.2018

ROSA'

Gli antichi testi esoterici, le formule e i rituali che H. P. Lovecraft riporta ne "il caso di Charles Dexter Ward", (Rizzoli, 202 pagine) sembrano avere effetto tanto sui protagonisti della storia quanto sul lettore. Subito si è catapultati nella vita di Charles, un ragazzo "eccentrico" e "singolare" con la passione per le antichità. Coprotagonista della storia è il dottor Willet, medico di famiglia, incaricato dal padre di curare la presunta pazzia del giovane, che mostra anche i sintomi di una sorta d'invecchiamento precoce. Ben presto però, tutto ciò si tramuta in qualcos'altro: un terrore allo stato puro, accuratamente descritto. Reso ancora più vivo dalle immagini mentali prodotte dallo stesso lettore, inevitabilmente suggestionato dall'incredibile "multisensorialità" del linguaggio Lovecraftiano. L'autore non ci tiene sulle spine per rivelare solo nel finale il tragico destino del povero Charles. Ci fa arrivare per gradi, nel corso della narrazione. Lascia sempre trapelare qualche indizio, in modo che prima o poi si capisca tutto da soli. Eppure si giunge alla conclusione con la stessa voglia di andare fino in fondo di quando si è partiti, di esplorare anche l'ultimo raccapricciante dettaglio di questo straordinario fantasy-horror.Un romanzo permeato da fosche pennellate del nero più profondo e insondabile, fatto per chi ama scavare nei recessi più bui e nascosti della coscienza umana. Luoghi ove dimorano paure ancestrali ed entità che sarebbe meglio non venissero mai evocate. Il lettore ne rimarrà letteralmente sconvolto.Come lo è la cittadina di Providence, dov'è ambientata la vicenda, testimone degli effetti nefasti dei misteriosi "lavori" di Charles. Il volume è stato scritto nel 1927 ma pubblicato dopo la morte dell'autore nel 1941. E' denso di argomentazioni, ampiamente descrittivo. In grado di trasmettere un senso di mistero e di terrore, che molte altre opere più attuali e blasonate non riescono a raggiungere.

Testo inviato dalla Biblioteca di Bassano del Grappa