Ha vinto Hell's Kitchen
e si fa tatuare la forchetta

Il vincitore di Hell's Kitchen, Matteo Grandi si fa tatuare la "mitica" forchetta da Sara Zanoni
Il vincitore di Hell's Kitchen, Matteo Grandi si fa tatuare la "mitica" forchetta da Sara Zanoni
Paola Dalli Cani13.07.2014

VICENZA. Quel diavolo di Matteo! Che la vittoria del reality di Sky “Hell's kitchen” sia stata un'esperienza unica ed irripetibile lo capisce anche un sasso, ma che finisca per marchiarti a vita magari no: Matteo Grandi, lo chef vicentino di nascita e soavese di adozione che a 23 anni è uscito vincitore dalle “grinfie” del cattivissimo Carlo Cracco, il forcone diabolico (la forchetta?) se l'è tatuata sul braccio. La cosa, per uno che nel giro di un mese è diventato una celebrità, doveva rimanere segretissima: oltre tutto se l'è tatuata nella parte interna del bicipite sinistro, “perchè così non si vede, non mi interessa esibirlo”. Solo che alla porta di Sara Zanoni, da “Black circus arte e tattoo” a Soave, abbiamo bussato anche noi.
“E' un simbolo, un traguardo...il mio terzo tattoo dopo quello col mio nome ed il mio segno zodiacale (toro, ndr)”, confessa Matteo. Il tutto due giorni prima di salire sull'aereo per raggiungere la Sardegna dove andare a “godersi” il premio del reality. Premio...una stagione intera di lavoro recluso in cucina ad ammirare le abbronzature altrui. Certo che la cucina mica è una qualunque perchè è quella di “Forte Village”, il primo ristorante aperto nel globo sotto le insegne di “Hell's kitchen”. Sarà al fianco non solo di Cracco, ma, soprattutto, di Gordon Ramsay, praticamente l'attuale “dio” della cucina mondiale. Il racconto del suo arrivo e il primo ingresso in cucina è il cuore di un mini reportage che sarà trasmesso stasera su Sky 1, alle 19.20.
Cracco: ma è proprio così cattivo? “Nel ristorante vero, senza telecamere, sarà peggio”, assicura evasivo Matteo. Poi, però, risponde: “Non vedo difetti, è solo un rompiscatole”. Eppure Matteo, una incredibile esperienza di altissimo livello in giro per il mondo, non ha mai fatto trasparire alcuna emozione: “Sono io che sono diventato così, l'ho imparato al Park Hyatt Hyderabad, in India, in una cucina con 80 persone. Ho imparato lì a mantenere la calma e a contare fino a 10”. Atteggiamento zen il suo che gli ha fatto guadagnare una immeritata reputazione da uomo di ghiaccio. A chiaccherarci finchè Sara lo punzecchia con l'ago e la bellissima neo fidanzata Andrea se lo mangia con gli occhi, salta fuori il mitico nonno Costante che quando Matteo ha vinto il reality gli ha detto bravo ma che quando leggerà questo articolo lo chiamerà per rimproverarlo del tatuaggio. E' il suo primo fan, e se gli chiedi cosa gli abbia servito alla tavola di “De Gusto”, il suo ristorante ad Arcole, ti risponde: “Riso ai ferri con piselli ripieni!”.
Dall'alberghiero “Berti” di Chievo ai ristoranti cittadini, ma poi Shangai, Kuwait, India. Sei un cervello in fuga? “Macchè scherziamo? Ho fatto esperienze straordinarie, ho imparato ad aprire la mente ed aprirmi alla relazione, a  dialogare con la gente e a vedere le cose in modo diverso trovando più opportunità. Io sono italiano, e in Italia voglio stare”, dice. Un anno a Cassandra (a Montecchia di Crosara) e poi il suo “De Gusto”: “Ci si deve impegnare dappertutto, forse da noi un po' di più. Se tutti scappano dall'Italia”, sentenzia, “come va avanti questo Paese? Sono andato all'estero per tornare e dare qualcosa di più al mio Paese”.
Sara nel frattempo termina il suo lavoro: “Fichissimo!”, esclama Matteo, “sobrio, di design”, conviene con la tatuatrice. Ultima domanda: ma se ti trovi solo a casa, cosa ti prepari per cena? “Un panino, anzi no”, conclude ridendo, “mi ordino una pizza!”.