Micia "adotta" l'ospedale di Oderzo, è la mascotte dei malati

Carmen D'Angelo, impiegata dell'ufficio cassa, con la gatta Tenny
Carmen D'Angelo, impiegata dell'ufficio cassa, con la gatta Tenny
15.07.2018

Le hanno offerto il calore di una casa, l'affetto di una famiglia, un pasto garantito tre volte al giorno ma lei, allontanata dal suo luogo del cuore, è andata in depressione. Non mangiava più ed era sempre triste. A quel punto la "mamma adottiva" non ha potuto far altro che riportarla nel suo "habitat naturale": l'ospedale di Oderzo. Non appena ha rivisto il portone d'ingresso del nosocomio, Tenny ha ritrovato l'appetito e il sorriso, diventando la mascotte di tutti coloro che frequentano il presidio ospedaliero.
 

La protagonista della vicenda è una micia che è stata adottata dall'ospedale di Oderzo, da lei scelto come casa. Per la sensibilità dimostrata sia il nosocomio che la persona che più di ogni altra si è occupata della micia, Carmen D'Angelo, impiegata dell'ufficio cassa, saranno premiati dall'Accademia dei Gatti Magici, che periodicamente assegna un riconoscimento a coloro che hanno fatto qualcosa di meritevole nei confronti degli animali. Tra i premiati degli ultimi anni l'ex ministro Frattini, Vittorio Feltri, Gino Paoli, Sergio Zavoli, Giorgio Celli. Tenny è approdata all'ospedale di Oderzo nell'autunno scorso: lì ha trovato subito l'affetto di parte del personale della struttura, che si è preso cura di lei. Staziona davanti all'ingresso o si aggira nel perimetro esterno, sempre pronta a farsi coccolare da chi varca le porte della struttura.

 

Con l'arrivo dell'inverno Carmen, preoccupata per le sorti della micia, aveva deciso di portarla a casa «per evitare di lasciarla giorno e notte in strada e darle l'affetto di una famiglia». Ma la micia, con il passare dei giorni, diventava sempre più triste. «A quel punto non mi è rimasto altro da fare che riportarla in ospedale dove ha subito ritrovato la sua serenità», racconta Carmen. Tornata in via Luzzati, Tenny è stata ufficialmente e definitivamente adottata non solo dall'intero nosocomio, pazienti e personale, ma, anche da molti cittadini che periodicamente portano in portineria crocchette e scatolette per la "gatta dell'ospedale".